L’evoluzione dei prestiti personali: in cosa consiste, esattamente, la cessione del quinto?

l'evoluzione dei prestiti personali

Sempre più italiani, nel corso degli ultimi anni, hanno fatto ricorso all’accensione di un prestito personale. Basti pensare, in tal senso, alla grande varietà di tipologie con le quali, ai giorni d’oggi, è possibile contrarre un finanziamento.

Come andremo ad analizzare nel prosieguo dell’articolo, grazie alla preziosa consulenza degli esperti di Prestitisenzabusta.it, le opportunità per i consumatori si sono notevolmente ampliate. 

Prima di addentrarci nelle modalità di prestito maggiormente richieste negli ultimi mesi, va rimarcato come l’approccio al mondo del credito da parte degli italiani è notevolmente mutato negli ultimi due lustri. Sino a qualche anno fa, infatti, l’accensione di un finanziamento avveniva, essenzialmente, per la mancanza di liquidità necessaria a far fronte ad una spesa. 

Un approccio più maturo e consapevole al mondo del credito 

Pur essendo, a tutt’oggi, una più che valida motivazione per la quale contrarre un finanziamento, gli italiani hanno ormai compreso come questo strumento rappresenti, a tutti gli effetti, un elemento di difesa del proprio patrimonio, onde evitare che vengano smobilizzate cifre significative del medesimo. 

La comodità di poter ammortizzare l’acquisto di un bene e un servizio, evitando di dover sborsare una somma cospicua in un’unica soluzione, consente di beneficiare di una migliore gestione delle spese proprie o del nucleo familiare di appartenenza, utilizzando le somme accantonate come “risparmio” per spese di impatto più rilevante, come, ad esempio, l’acquisto di un immobile.

Quando si parla di prestito, di norma, si pensa ad una somma erogata su un conto corrente intestato al contraente del medesimo, dove poi, mensilmente, vengono addebitate le rate. Pur essendo, ancora oggi, la forma di finanziamento maggiormente in voga, nel corso del tempo meno utenti vi hanno fatto ricorso, grazie ad altre tipologie che sono in grado di fornire alcuni innegabili benefit

Il caso più eclatante, a tal proposito, è certamente la cessione del quinto dello stipendio/pensione, che differisce, significativamente, da un “tradizionale” prestito sotto vari aspetti. Il più evidente riguarda il pagamento delle rate, trattenute direttamente in busta paga anziché nel conto corrente. Una differenza sostanziale che incorpora alcuni importanti benefit. 

Cessione del quinto, una soluzione che può essere approcciata anche dai cattivi pagatori

In primis, il puntuale deconto delle rate senza che possano avvenire, come può accadere con un classico prestito personale, alcuni spiacevoli inconvenienti, come il tardivo pagamento delle rate (che comportano il pagamento di una mora sugli interessi da riconoscere alla banca) o il mancato pagamento delle stesse, con conseguente iscrizione nella CRIF e l’impossibilità, di fatto, di poter accedere al credito in un secondo momento. 

La cessione del quinto dello stipendio/pensione può essere richiesta anche da quei soggetti che, loro malgrado, sono segnalati come “cattivi pagatori”: protestati o soggetti segnalati nella Centrale Rischi Interbancaria e Finanziaria, ad esempio, possono farvi ricorso, ottenendo la liquidità necessaria per far fronte a spese di piccole o grande entità, programmate ed impreviste, indispensabili per garantire a sé stessi o al proprio nucleo familiare una vita serena. 

Il motivo per il quale anche questi soggetti possono sottoscrivere la cessione del quinto è presto detto. Il datore di lavoro, in termini pratici, funga da sorta di “garante” all’operazione, avallando la richiesta del proprio dipendente ed assicurando il pagamento mensile delle rate alla società finanziaria erogante il prestito. Per richiedere la cessione del quinto, tuttavia, è indispensabile essere assunti a tempo indeterminato e rispettare alcuni parametri che variano da istituto erogante a istituto erogante. 


Questa forma di finanziamento, infine, include una polizza assicurativa, obbligatoria per legge, che si attiva all’accadimento di alcuni imprevisti come, ad esempio, perdita temporaneo del lavoro, premorienza o invalidità permanente, andando a coprire il debito residuo del prestito nel momento in cui è avvenuto il fatto.