Richiesta prestiti online: ecco il profilo del debitore “medio”

PRESTITOSecondo quanto affermato da una recente statistica compiuta da uno dei principali operatori di intermediazione nell’offerta di prodotti creditizi, chi si indebita online è una persona che ha un lavoro dipendente, che non ha necessità di cifre superiori ai 20 mila euro, e che deve prevalentemente ricorrere a operazioni di sostituzione dell’automobile, arredamento dell’appartamento o ristrutturazione della propria prima o seconda casa di proprietà.

Stando al monitoraggio – condotto sulla base di un vasto campione di richieste nel 2013 – l’importo di prestito maggiormente ricercato sarebbe quello tra i 5 e i 10 mila euro, in grado di assorbire circa il 23% di tutte le domande.

Particolarmente richiesto è anche il prestito di importo più piccolo – tra i 3 e i 5 mila euro – in grado di assorbire il 18 per cento delle domande, mentre i tagli tra i 10 e i 15 mila euro ottengono una quota del 15 per cento sul totale delle richieste. Per quanto concerne invece gli altri importi, quelli di taglio inferiore ai 3 mila euro assorbono il 13 per cento delle istanze, quelli tra 15 e 20 mila il 10 per cento, quelli tra 20 e 25 mila il 4 per cento. Sono invece meno numerose, ma pur sempre particolarmente rilevanti, le richieste di prestiti di importo superiore ai 25 mila euro, che ottengono il 14 per cento del totale.

Per quanto concerne la loro finalità, il prestito per la ristrutturazione del proprio appartamento attrae circa il 29 per cento delle richieste, precedendo pertanto la motivazione legata all’acquisto di un’autovettura (con il 23 per cento), e l’acquisto di arredamento e complementi per la propria casa (18 per cento). Tra le altre finalità oggetto dei finanziamenti online troviamo la salute e la bellezza (5 per cento), il matrimonio (4 per cento), gli elettrodomestici (3 per cento), studio e università (3 per cento), moto (2 per cento), computer (1 per cento) e camper (0,8 per cento).

Tra i principali richiedenti prestiti personali online, la stragrande maggioranza appartiene alla macro categoria dei lavoratori attivi, che propone l’85 per cento delle richieste (il 58,7 per cento è un lavoratore dipendente, il 27 per cento è un lavoratore autonomo). I pensionati rappresentano invece circa il 14 per cento dei richiedenti.