Deducibilità interessi

L’Agenzia delle Entrate regola la deducibilità degli interessi passivi dal reddito dell’impresa. In particolare i regolamenti dell’Agenzia delle Entrate fanno riferimento all’art. 96 TUIR e ai limiti di riporto delle eccedenze.

Il nuovo art. 96 TUIR, infatti, regola la deducibilità degli interessi passivi e degli oneri che sono assimilati dia soggetti IRES per il periodo d’imposta successivo a quello in corso. Questa norma prevede che gli interessi passivi e che tutti gli oneri ad esso assimilati sono deducibili in ogni periodo di imposta, fino ad un limite massimo del 30% del risultato operativo lordo dell’azienda.

Vediamo, a puro titolo esemplificativo, alcuni dei proventi e degli oneri che possono rientrare nel discorso della deducibilità degli interessi affrontato fino ad ora:

  • sconti passivi sui finanziamenti che sono ottenuti dalle banche oppure da altre istituzioni finanziarie;
  • commissioni passive sui finanziamenti, sia per le fideiussioni che per le altre garanzie che vengono rilasciate da terzi;
  • altri oneri che derivano dall’emissione di titoli di debito;
  • oneri che derivano da quelle operazioni di prestito di titoli.

Sono esclusi dall’applicazione dell’art. 96 TUIR questa categoria di interessi:

  • interessi passivi che si hanno a causa di debiti commerciali;
  • interessi passivi che derivano dla costo di beni materiali ed immateriali che sono strumentali per l’esercizio dell’imprese;
  • interessi passivi che sono imputabili all’aumento del costo delle rimanenze di magazzino;
  • interessi che sono relativi a quelle operazioni di pronti contro termine sui titoli che hanno una funzione di raccolta.

La regola relativamente alla deducibilità degli interessi parte dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007. La finanziaria può tuttavia prevedere delle agevolazioni per i primi due anni di applicazione delle nuove disposizioni.

Durante il primo anno di applicazione, infatti, il limite di deducibilità degli interessi è aumentato di 10.000 euro, mentre durante il secondo anno di applicazione tale limite è aumentato di ulteriori 5.000 euro.

Per ovvi motivo questa legge non viene applicata né alle banche né alle società finanziarie.