Prestiti per giovani: che cosa sono e di quanti tipi esistono?

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La realtà relativa ai prestiti per giovani risulta essere particolarmente diffusa, per far fronte a quelle situazioni di difficoltà che potrebbero riguardare i giovani stessi nell’affrontare problematiche di diverso tipo; non solo, molto spesso i prestiti in questioni vengono realizzati al fine di offrire un incentivo fondamentale per la realizzazione di progetti o permettere a punto realtà imprenditoriali che necessitano di essere finanziate. Per questo motivo, come tutte le tipologie di prestito, si struttura sulla base di una serie di requisiti e di finalità che concorrono a definire il caso nello specifico, prima di agire sulla base dello stesso. A questo punto, non resta che analizzare che cosa siano i prestiti per i giovani, guardando a tutte le caratteristiche di questi stessi. 

Perchè richiedere un prestito per giovani?

Al fine di prendere in considerazione quali siano le caratteristiche che riguardano i prestiti per i giovani, la prima cosa che merita di essere sottolineata è relativa alle necessità che potrebbero riguardare un giovane, chiaramente previste tra i requisiti che sono inseriti all’interno delle dinamiche di prestito di una banca o di un istituto di credito. Chiaramente, nella maggior parte delle occasioni i prestiti sono offerti a chi ha difficoltà osservabili dal punto di vista economico e sociale: giovani che si sono trasferiti in una nuova città, che hanno bisogno di pagare un corso di laurea o un master specializzato e tanti altri casi rientrano sicuramente in queste specifiche componenti. 

Un’altra possibilità è quella che riguarda le tipologie di prestito per giovani imprenditori o per progetti a fondo perduto: è il caso di quei giovani che vogliono dare una svolta lavorativa alla propria vita, investendo in un progetto, avviando una startup o costruendo un meccanismo imprenditoriale che ha bisogno di incentivi di diverso tipo. Queste tipologie di prestito sono molto diffuse e, nella maggior parte dei casi, vengono ottenute senza troppe difficoltà da parte di chi le richiede.

Quante tipologie di prestito per giovani esistono?

Sulla base delle diverse esigenze che possono essere proprie di chi richiede un prestito, differenti sono le soluzioni che vengono offerte. In linea del tutto generale, un un prestito per giovani viene destinato a giovani che hanno un’età inferiore a 35 anni e riguardano le seguenti tipologie, stabilite dal punto di vista prettamente bancario: fondo perduto, prestiti d’onore, prestiti imprenditoriali. 

Per quanto riguarda i primi, essi non prevedono una restituzione del denaro da parte di chi l’ha richiesto e, chiaramente, sono indirizzati al fine di creare delle nuove opportunità aziendali o imprenditoriali: per questo motivo, ci si dovrà impegnare nell’offrire un business plan attrattivo che sia in grado di soddisfare le esigenze di una commissione di valutazione che, a sua volta, potrà decidere positivamente a proposito del denaro destinato senza una idea di recupero di credito. 

La seconda tipologia di prestito è destinata per chi, invece, vuole avere un incentivo in grado di permettere di mantenersi negli studi, per un corso di studi universitario, per un master o per altri corsi specializzati per richiedano un certo tipo di pagamento. Gli ultimi, invece, sono destinati a coloro che vogliono mettere a punto un progetto imprenditoriale o per aziende già avviate e che non hanno più di 5 anni di età.

Prestito per disoccupati con e senza garante: come ottenerlo?

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La realtà dei prestiti è sempre molto difficile da affrontare e prendere in considerazione, in virtù di una serie di caratteristiche che meritano di essere sottolineate e che indirizzano verso determinate decisioni che toccano – in ultimo – alla banca o all’istituto di credito al quale si fa riferimento per l’ottenimento del prestito richiesto. In altre parole, si tratta di una realtà che, per la sua stessa natura, risulta essere molto aleatoria, dal momento che si deve essere in grado di offrire un qualsiasi tipo di garanzia di soddisfazione del prestito che viene richiesto, onde evitare problematiche a banche o istituti di credito che concedono finanziamenti. Una delle realtà più utili e diffuse, in tal senso, è quella del prestito personale, tra cui spicca il prestito per disoccupati: ecco tutto ciò che c’è da sapere a proposito dell’ottenimento dello stesso. 

Prestito per disoccupati con garante: come richiederlo?

Il prestito per disoccupati fa parte di una macroarea molto più ampia dei prestiti personali, che non vengono offerti al fine di prevedere una spesa per un bene o per un servizio immediato, ma al fine di ottenere una gestione di costi e problemi che potrebbero presentarsi nella realtà della propria quotidianità. Tra i prestiti personali rientrano anche quelli per disoccupati, che differiscono tra di loro in base al tipo di garanzie che dovranno essere offerte ad una banca o ad un istituto bancario.

La primissima garanzia deve essere, naturalmente, di tipo anagrafico: un prestito può essere concesso ad una persona dai 18 ai 75 anni, per ovvi motivi, e in presenza di un fideiussore; questa tipologia di prestito, la più diffusa, è quella che prevede una garanzia fisica esterna di un soggetto che sottoscrive il contratto di prestito insieme alla persona che lo richiede, in modo da offrire maggiori sicurezze ad una banca che non dovrà richiedere un altro tipo di garanzia a chi richiede il prestito. Allo stesso tempo, il fideiussore dovrà anche essere in grado di estinguere il debito qualora la persona che l’ha richiesto ne sia impossibilitata. Ovviamente, accanto a questi requisiti ce ne dovranno essere degli altri riguardanti la persona che richiede il prestito: la propria carriera bancaria non dovrà presentare gravi intoppi e il soggetto non dovrà essere iscritto al CRIF.

Prestito senza garante: come ottenerlo?

La richiesta di un prestito cambia radicalmente nel caso in cui il soggetto richiedente non sia accompagnato da un garante in fideiussione, che possa essere co-firmatario del contratto di prestito. In questo caso, non è detto che una banca o un istituto di credito prevedano il prestito, dal momento che le garanzie sono sicuramente minori. In alternativa, ci si potrà servire di altre tipologie di garanzia che possono essere utili ai fini della propria richiesta.

In primo luogo, una garanzia può essere di tipo immobiliare, se si ha a disposizione una casa o un immobile che prevedono costi di istruttoria (perizia ed eventuale pignoramento) per la banca; e ancora, ci si potrà servire di una polizza vita – se si è meritevoli di ottenere la stessa sulla base di alcuni requisiti certificati – o di una qualsiasi altra forma di pegno su beni personali che vengano valutati secondo determinati requisiti bancari. 

Gli elementi da valutare quando si richiede un prestito

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Negli ultimi dieci anni, un numero sempre maggiore di italiani ha inoltrato una domanda di finanziamento. Quando si approccia al mondo del credito, una domanda, più di altre, si palesa in qualsiasi consumatore: cosa considerare quando si chiede un prestito? Prestitiperte.com scioglie ogni dubbio nonostante le variabili sono molteplici ed estremamente differenti tra loro. Ed ognuna di esse, inevitabilmente, deve essere valutata da ogni consumatore. 

Innanzitutto, bisogna tenere presente il motivo per il quale viene richiesto. In base ad esso, poi, si può valutare se quel finanziamento rientra nella categoria dei prestiti finalizzati o di quelli non finalizzati. Alcune tipologie di finanziamenti, ovvero sia quelli finalizzati, obbligano il richiedente a produrre un’adeguata documentazione giustificativa (ad esempio, preventivo concessionaria per acquisto autoveicolo), mentre gli altri possono essere richiesti senza specificare il motivo per cui si inoltra la domanda. 

Cos’è il TAN

La cosiddetta “pezza giustificativa”, di conseguenza, potrebbe rientrare a tutto tondo tra i documenti da dover presentare in sede di richiesta del prestito. L’altra documentazione da dover allegare alla domanda, invece, è: documento d’identità in corso di validità; codice fiscale; ultime tre buste paghe; ultimo CUD disponibile; permesso di soggiorno per i cittadini extracomunitari. 

L’aspetto che, più di ogni altro, fa propendere l’ago della bilancia in favore di un prestito piuttosto che un altro, resta, senza alcun dubbio, il tasso d’interesse. La maggior parte dei consumatori lo reputa l’elemento più importante in molti casi addirittura l’unico tenuto in adeguata considerazione. La cultura finanziaria degli italiani, fortunatamente, si è evoluta nel tempo.

Tuttavia, una fetta significativa di nostri connazionali si affida al solo TAN (tasso annuo nominale) per valutare l’effettiva convenienza di un prestito, commettendo un errore madornale. Esso, infatti, esprime solo il tasso puro, quello applicato sul capitale erogato al cliente, risultando quindi non totalmente esaustivo sulla reale onerosità del finanziamento.

Polizza e spese di istruttoria: quanto incidono sul costo complessivo? 

I prestiti, come noto, includono varie voci di spesa al di là dal tasso d’interesse annuo nominale. Un’altra spesa da tenere in grande considerazione è, senza alcun dubbio, quella relativa al costo per l’istruttoria della pratica. Essa può variare, significativamente, da finanziaria in finanziaria, amplificando l’eventuale costo complessivo del finanziamento.

Le spese di istruttoria non sono altro che una percentuale, secca, applicata sull’importo erogata. Mediamente ammontano all’1%, anche se alcune finanziarie o istituti di credito, per aumentare l’acquisition di nuova clientela, concedono alcune agevolazioni, in particolar modo se la somma richiesta è cospicua. La sua incidenza sulla onerosità complessiva, di conseguenza, è da tenere in grande considerazione. 

Quando si sottoscrive un prestito, il richiedente può stipulare una polizza assicurativa che si attiva in alcuni determinati casi, come morte, invalidità permanente o perdita del lavoro (se assunto a tempo indeterminato), e copre il debito residuo del finanziamento alla data in cui si verifica l’evento (morte e invalidità permanente) piuttosto che sospendere o annullare il pagamento di alcune rate (perdita del lavoro). 

TAEG, il parametro da tenere maggiormente in considerazione

La sottoscrizione di una copertura a protezione del debito contratto, soprattutto nei casi in cui l’importo sia tutt’altro che modesto o si sia unici percettori di reddito all’interno del proprio nucleo famigliare, è spesso una soluzione intelligente, che mette al riparo da spiacevoli imprevisti. E’ importante, però, sottolineare come questa opportunità sia esclusivamente facoltativa

Capita talvolta, purtroppo, che alcuni intermediari propongono un prestito senza specificare la non obbligatorietà della polizza. Un atteggiamento poco trasparente, che non consente al contraente di disporre di tutte le necessarie informazioni. Il costo della polizza, in alcune circostanze, non è certamente contenuto e incide, profondamente, sul costo complessivo del prestito. 

La polizza vita e l’istruttoria pratica, abbinate ad altre voci di spesa come – ad esempio – le spese di incasso rata o quelle relative alle comunicazioni obbligatorie, concorrono a formare il TAEG (tasso annuo effettivo globale), che rappresenta il parametro di riferimento ideale per valutare, perlomeno dal punto di vista economico, quanto sia conveniente un prestito. 

Il Prestito per i cattivi Pagatori

Il Prestito per i cattivi PagatoriIl Prestito per i cattivi Pagatori: Il prestito a cattivi pagatori è un finanziamento che viene concesso a quei soggetti che in passato hanno avuto problemi o ritardi con il pagamento delle rate mensili per la restituzione di un mutuo.

Le banche hanno una propria centrale dati all’interno della quale viene inserito ogni finanziamento ed il comportamento del soggetto richiedente, quindi basta anche un piccolo ritardo nel pagamento di una o più rate per rischiare di essere inseriti nella lista dei cattivi pagatori, ed incontrare quindi notevoli difficoltà nell’ottenere, in futuro, altri finanziamenti o mutui.

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