Il prestito d’onore è una tipologia di prestito introdotta per la prima volta nel nostro paese a seguito del decreto legislativo 21/4/1985 n. 185 . Il decreto ha dato vita alla possibilità di avere dei finanziamenti e dei prestiti in favore della creazione di piccole imprese, sia società che ditte individuali. I prestiti d’onore possono essere distinti a seconda della tipologia di imprese che vanno a finanziare: microimprese, imprese di franchising e prestiti per lavoratori autonomi.
I prestiti d’onore hanno delle caratteristiche comuni a tutte le tre tipologie distinte prima, mentre altre caratteristiche sono tipiche di una sola tipologia di impresa. Ad esempio, per poter chiedere un finanziamento per aprire un’attività di franchising, occorre che gli investimenti riguardino la commercializzazione di beni oppure la prestazione di servizi.
Nel caso dei prestiti per lavoratori autonomi, invece, sono finanziabilil per un limite massimo di 25.823,00 euro, quelle attività che effettuano i seguenti investimenti:
Per quanto riguarda, invece, le caratteristiche che sono comuni a tutte le tipologie di prestiti d’onore, sono:
Gli investimenti che sono ammissibili chiedendo un prestito d’onore sono relativi:
Oltre a tutte queste tipologie di spese, il decreto legislativo 185/2000 permette di finanziarie anche le seguenti spese in conto esercizio:
La condizione necessaria per fare richiesta di un prestito d’onore è quella di seguire dei passi ben precisi. Molto importante è redigere un corretto business plan che riesca a convincere l’ente o l’istituto finanziario che concede il prestito che l’impresa è meritevole di essere finanziata. Questo business plan deve essere ovviamente presentato all’ente che concede il prestito, che valuta a sua completa discrezione la validità della proposta presentata e ammette o rigetta il prestito.